Sembrava un episodio, peraltro subito condannato dal rettore con una lettera inviata a studenti e docenti. L’aggressione verbale subita, circa dieci giorni fa, da uno studente che aveva cercato di evitare che si strappassero alcuni manifesti sulla giornata contro l’omofobia, a firma dell’associazione Bocconi Equal Students (Best), doveva essere una brutta parentesi da archiviare in fretta. Ma non è stato così: mani omofobe hanno imbrattato alcuni poster con insulti e un volgare riferimento alla Shoah. A finire nel mirino sono stati i manifesti che pubblicizzavano un convegno, organizzato dalla stessa Best, che si è tenuto lunedì scorso. Il blitz ha avuto luogo al quarto piano dello storico edificio di via Sarfatti, lo stesso dove era stato aggredito verbalmente lo studente. A incastrare l’autore (o gli autori) del gesto, ci potrebbero però essere alcune telecamere.
“Uomini che amano le donne” era il titolo del convegno sul talento femminile in ambito lavorativo, e al quale ha preso parte, fra gli altri, Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e militante Glbt. Gli insulti sono stati scritti con penna e pennarello blu: “I froci si curano a Zyklon b” (usato nei campi di sterminio nazisti) e “L’hiv la vostra punizione”, sopra ad una freccia che punta diritto al nome dell’associazione bocconiana che si batte per i diritti delle persone Glbt. Tra gli studenti c’è il timore che i rigurgiti omofobi possano presto trovare altri fanatici sostenitori.
I tecnici dell’università stanno già visionando le immagini catturate dalle telecamere a circuito chiuso. Dal rettorato viene fatto sapere che, qualora si dovesse risalire ai responsabili delle scritte, questi saranno immediatamente deferiti alla commissione disciplinare. «Ora bisogna tutelare e incoraggiare i ragazzi dell’associazione — dice Scalfarotto — anche perché bisogna evitare che si verifichi un’escalation di casi del genere. Purtroppo, la legge Mancino non è stata mai estesa alle tesi omofobiche. Mi chiedo però se scritte del genere, in un Paese civile, non creino sufficiente allarme sociale da poter essere deferite alla magistratura».
La Fiamma Tricolore ha già iniziato a raccogliere le firme per chiedere la chiusura della discoteca Qube, che il venerdì ospita la serata gay detta Muccassassina. Così Stefano Tersigni in un comunicato stampa. "Siamo stati spesso lì davanti per renderci conto di quello che succedeva -continua Tersigni, Segretario Romano della Fiamma - ed è una vergogna. "Si va dallo spaccio di sostanze stupefacenti a cielo aperto fino ad arrivare al trans seminudo ed ubriaco in cerca di un passaggio, passando per scene di effusioni amorose omosessuali"."Tutto ciò è vergognoso - conclude Tersigni -anche il numero spropositato di ambulanze che si recano lì il venerdi è indice di ciò che dentro quel locale accade".









