domenica 29 maggio 2011

SCRITTE ULTRA-OMOFOBE ALLA BOCCONI

Sembrava un episodio, peraltro subito condannato dal rettore con una lettera inviata a studenti e docenti. L’aggressione verbale subita, circa dieci giorni fa, da uno studente che aveva cercato di evitare che si strappassero alcuni manifesti sulla giornata contro l’omofobia, a firma dell’associazione Bocconi Equal Students (Best), doveva essere una brutta parentesi da archiviare in fretta. Ma non è stato così: mani omofobe hanno imbrattato alcuni poster con insulti e un volgare riferimento alla Shoah. A finire nel mirino sono stati i manifesti che pubblicizzavano un convegno, organizzato dalla stessa Best, che si è tenuto lunedì scorso. Il blitz ha avuto luogo al quarto piano dello storico edificio di via Sarfatti, lo stesso dove era stato aggredito verbalmente lo studente. A incastrare l’autore (o gli autori) del gesto, ci potrebbero però essere alcune telecamere.

“Uomini che amano le donne” era il titolo del convegno sul talento femminile in ambito lavorativo, e al quale ha preso parte, fra gli altri, Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e militante Glbt. Gli insulti sono stati scritti con penna e pennarello blu: “I froci si curano a Zyklon b” (usato nei campi di sterminio nazisti) e “L’hiv la vostra punizione”, sopra ad una freccia che punta diritto al nome dell’associazione bocconiana che si batte per i diritti delle persone Glbt. Tra gli studenti c’è il timore che i rigurgiti omofobi possano presto trovare altri fanatici sostenitori.

I tecnici dell’università stanno già visionando le immagini catturate dalle telecamere a circuito chiuso. Dal rettorato viene fatto sapere che, qualora si dovesse risalire ai responsabili delle scritte, questi saranno immediatamente deferiti alla commissione disciplinare. «Ora bisogna tutelare e incoraggiare i ragazzi dell’associazione — dice Scalfarotto — anche perché bisogna evitare che si verifichi un’escalation di casi del genere. Purtroppo, la legge Mancino non è stata mai estesa alle tesi omofobiche. Mi chiedo però se scritte del genere, in un Paese civile, non creino sufficiente allarme sociale da poter essere deferite alla magistratura».

IL SINDACO DI NEW YORK A FAVORE DEI MATRIMONI GAY

Ieri il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha chiesto una nuova legge per consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso. «È arrivato il momento di consentire a milioni di uomini e donne di diventare pienamente membri della famiglia americana, dobbiamo continuare il cammino iniziato dai nostri padri fondatori». Durante il suo discorso alla università Cooper Union di Manhattan, Bloomberg ha ricordato Stonewall, il locale di New York che nel 1969 vide nascere la prima resistenza gay alle vessazioni della polizia, e nel cui anniversario si celebra ogni anno il gay pride.

Il sindaco di New York ha parlato sull’altro lato della strada di Manhattan in cui oltre 150 anni fa Abraham Lincoln tenne uno storico discorso contro la schiavitù che gli guadagnò il consenso dei leader repubblicani e favorì la sua candidatura alle elezioni presidenziali. «Oggi la maggioranza degli americani è a favore del matrimonio gay e sempre di più le persone giovani tendono a vedere il matrimonio gay come negli anni Sessanta si vedevano i diritti civili», ha aggiunto Bloomberg «La prossima grande barriera della nostra generazione è il divieto sui matrimoni gay. Non è una questione di se, è una questione di quando».

Durante la sua prima campagna elettorale Bloomberg non si era mai pronunciato apertamente sul tema del matrimonio gay. Soltanto con la sua ricandidatura nel 2005 decise di prendere una netta posizione in favore. «Quando incontro un newyorkese che è gay o quando parlo con i membri del mio staff che sono gay non riesco a dirgli che lo stato di New York si sta comportando bene con loro», ha spiegato ieri. «Quando guardo mia nipote negli occhi, Rachel, non riesco a dirle che è giusto che il suo stato non le consenta di sposarsi. Le unioni civili non sono abbastanza. Nella nostra democrazia, la quasi uguaglianza non è uguaglianza». Il senato dello stato di New York aveva respinto una proposta di legge sui matrimoni gay nel 2009.

ALEMANNO ABBRACCIA I GAY












Roma città aperta, dove i partecipanti all’EuroPride devono sentirsi a casa loro. Con un messaggio disponibile sul sito ufficiale www.europrideroma.com e sul canale youtube, il sindaco di Roma Gianni Alemanno dà il benvenuto ai partecipanti di Roma EuroPride 2011, la manifestazione che si terrà dal 1 al 12 giugno nella capitale e che culminerà con la parata di sabato 11 giugno. Nel video messaggio, sottotitolato in inglese, Alemanno afferma che «i partecipanti di EuroPride qui a Roma devono sentirsi a casa loro, accolti e rispettati da tutti. Saranno aiutati dalla nostra Amministrazione per far svolgere nel migliore dei modi questo evento. Mi auguro sinceramente che l’EuroPride sia un’occasione per tutti di riflettere e di crescere nella propria consapevolezza, ma mi auguro anche che i vostri giorni di festeggiamento e permanenza a Roma siano belli e suggestivi».

In linea con tutte le capitali europee anche il Comune di Roma farà un regalo ad Europride. Il Colosseo quadrato all’Eur, logo di Europride, sarà illuminato coi colori della rainbow per tutti i 12 giorni della manifestazione, «segnale importante - si legge in una nota del Comitato EuroPride - che evidenzia lo spirito di accoglienza e collaborazione da parte del sindaco Alemanno e del Comune di Roma, che ringraziamo».

Arcigay esprime il proprio apprezzamento
«per il video di benvenuto a Europride Roma 2011 di Gianni Alemanno, primo sindaco di centrodestra che nitidamente offre un segnale di accoglienza a Europride, la manifestazione dell’orgoglio e della visibilità lgbt europea». «Le sue parole - spiega Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay - sono la dimostrazione che la vicinanza alla comunità lgbt e la lotta alla discriminazione di gay, lesbiche e trans possono realmente sottrarsi al conflitto ideologico e diventare patrimonio di crescita civile tanto per la destra quanto per la sinistra».

Gay Center: Roma laboratorio contro omofobia. «Il messaggio del sindaco di Roma Gianni Alemanno in vista dell’Europride a Roma è benvenuto e quanto mai opportuno». Lo dichiara in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. «Con questo messaggio di apertura nei confronti della manifestazione dell’orgoglio omosessuale che quest’anno vedrà Roma come capitale a livello europeo - aggiunge Marrazzo - Alemanno conferma quella politica che abbiamo perseguito in questi ultimi anni e che ha fatto di Roma anche a livello istituzionale e politico un importante laboratorio bipartisan in particolare nelle politiche di lotta all’omofobia perchè la lotta alla discriminazione non ha colore politico».

domenica 10 aprile 2011

BELL'AFFARE (PER LUI) PER UNA PATENTE SOSPESA A UN RAGAZZO GAY

A distanza di dieci anni dal fatto, la sentenza della Corte d'appello di Catania: i dicasteri della Difesa e dei Trasporti dovranno versare 20mila euro di danni a Danilo Giuffrida, 28 anni. Ridotto di 80mila euro l'ammontare stabilito in primo grado. L'avvocato del giovane ha presentato ricorso: "Per omessa motivazione e illogicità"

Era stato privato della patente perché gay. La notizia aveva fatto il giro del mondo 1 e del caso si era occupata anche la Bbc. A distanza di quasi dieci anni, i ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati in secondo grado a versare 20mila euro come risarcimento danni a Danilo Giuffrida, oggi ventottenne, nei cui confronti fu avviato l'iter di sospensione della patente di guida dopo che alla visita di leva aveva rivelato di essere omosessuale. Lo ha deciso la Corte d'appello civile di Catania che ha confermato la sentenza di primo grado emessa nel luglio del 2008, ma ha ridotto di 80mila euro l'indennizzo inizialmente fissato in 100mila euro dal presidente della V sezione civile del Tribunale di Catania, Ezio Cannata Baratta.

Nelle motivazioni della prima sentenza il giudice scrisse: "I comportamenti tenuti dalle due amministrazioni appaiono in evidente discriminazione sessuale del Giuffrida e in evidente dispregio dei principi costituzionali. I comportamenti dei due ministeri hanno cagionato grave danno e sofferenza per l’umiliante discriminazione subita". Quindi, "il comportamento delle due amministrazioni ha gravemente offeso ed oltraggiato la personalità del Giuffrida in uno dei suoi aspetti più sensibili e ha indotto in lui un grave sentimento di sfiducia nei confronti dello Stato". Giuffrida aveva accolto la sentenza definendola "un passo avanti per i diritti civili".

Alla visita di leva Giuffrida dichiarò ai medici di Augusta di essere omosessuale. L'ospedale militare informò la Motorizzazione civile che il giovane non era in possesso dei "requisiti psicofisici richiesti" e la patente di guida fu sospesa in attesa di una revisione all'idoneità. Giuffrida fu costretto anche a ripetere l'esame di guida. Lo superò, ma per vedersi riconosciuta una patente valida per un solo anno invece dei dieci previsti. La motivazione rimase la stessa. Tramite l'avvocato Giuseppe Lipera, il ragazzo presentò quindi ricorso al Tar di Catania che sospese il provvedimento osservando che l'omosessualità "non può considerarsi una malattia psichica 2".

"L'omosessualità - si leggeva nell'ordinanza della terza sezione del Tar - non può essere considerata un fatto che fa sorgere subbi sull' idoneità psico-fisica del titolare della patente di guida". "E' evidente - scrissero i giudici - che le preferenze sessuali non influiscono in alcun modo sulla capacità del soggetto di condurre con sicurezza veicoli a motori" e inoltre "non può considerarsi una vera e propria malattia psichica, essendo per l'appunto una mero disturbo della personalità" tanto da "giustificare l'esonero dal servizio di leva" ma "non certo l'adozione di ulteriori misure 'sfavorevoli'".

Contro la decisione di ridurre a 20mila il risarcimento del danno, il legale di Danilo Giuffrida, l'avvocato Giuseppe Lipera, ha presentato ora ricorso in Cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza di secondo grado, con rinvio a altra Corte d'appello per "omessa motivazione, illogicità e erroneità nella quantificazione del danno morale". Il penalista ha spiegato: "E' stata una follia che i gusti sessuali di una persona siano stati fatti pesare sulla capacità di guida delle vetture. E' stato veramente un genio al contrario il soggetto che aveva iniziato il procedimento a carico del mio assistito". Inizialmente la richiesta di Giuffrida era stata di 500mila euro.

Fonte: repubblica.it

mercoledì 6 aprile 2011

IN IRLANDA PER I GAY IN 18 ANNI DA CRIMINALI A UNIONI DI FATTO

La cattolicissima Irlanda ha celebrato oggi la prima unione civile legalmente riconosciuta fra persone dello stesso sesso, un evento che l'associazione Gay and Lesbian Equality Network (GLEN) ha definito ''una pietra miliare''.

I primi ad aver diritto a questo riconoscimento sono stati una coppa di dublinesi, Barry Dignam e Hugh Walsh, insieme da oltre vent'anni. La nuova legge e' entrata in vigore a gennaio, ma per celebrare le unioni civili le coppie dovevano presentare istanza tre mesi prima. Nella Repubblica di Irlanda fino a 18 anni fa l'omosessualita' era ancora un reato.

E BRAVA VERONA

La giunta di Verona apre ai gay
Patrocinio allo spettacolo omosex

Quindici anni dopo la mozione contro il riconoscimento delle coppie omosessuali bollate come «contronatura». Tosi: «Come istituzione dobbiamo tutelare i diritti di tutti»

Manifestazione gay a Verona (archivio)

«Ammalati» o «contronatura». Era un torrido luglio del 1995 quando alcuni esponenti del centrodestra, in un concitato consiglio comunale, bollarono così gli omosessuali a suggello di una mozione contro una risoluzione del Parlamento europeo per il riconoscimento delle coppie gay. Ma a far diventare quella seduta un caso, che esplose sulla stampa nazionale e internazionale, fu il leghista Romano Bertozzo. Che arrivò a chiedere per i gay la castrazione chimica. Cambiano i tempi e oggi la destra volta pagina e sdogana i diversi orientamenti sessuali. In concomitanza con la Giornata mondiale contro l’omofobia, l’amministrazione comunale patrocina lo spettacolo teatrale «Divercity - Verona incontra la diversità», diretto dal regista Gaetano Miglioranzi, che andrà in scena al Camploy il 5 maggio. A promuoverlo è il Gasp, gruppo di salute e prevenzione Aids, con le adesioni di Arcigay e Milk (nuova associazione che riunisce gay e lesbiche). Trama: un amore contrastato tra omosessuali che scatena reazioni contrarie e indignate, con rimandi a Giulietta e Romeo, pure osteggiati da convenzioni e pregiudizi sociali. A spingere l'iniziativa l'assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco e la consigliera comunale Elena Traverso, che fanno capo a quell’ala di An del Pdl che con le coppie omosex non è mai stata tenera.

La Traverso spiega, molto semplicemente, che il mondo cambia e con esso la mentalità e il senso della morale: «Tutti in fondo abbiamo qualche amico gay. E anche la tivù, tra fiction e Isola dei Famosi, li ha sdoganati alla grande». Non a caso l’intera giunta, compresi il cattolicissimo assessore Alberto Benetti e tutta l’ala leghista, sindaco Flavio Tosi in testa, ha dato l’imprimatur alla sponsorizzazione dello spettacolo omosex. «Tutto nasce da uno spettacolo del Gasp per la prevenzione dell’Aids organizzato al Camploy in novembre - racconta la consigliera -. Da lì è nata una collaborazione con il Gasp e l’Arcigay, puntata sui temi dell'intolleranza e della discriminazione sessuale. Così, in vista della Giornata mondiale contro l’omofobia, io e Bertacco abbiamo pensato che era giunto il momento per cancellare quella brutta immagine della Verona razzista e sessista, mostrando che invece tutti noi abbiamo una grande sensibilità sul tema». Sul passato, fa capire la Traverso, è ora di metterci una pietra sopra.

Anche a quella famosa mozione, «che comunque era una cosa diversa, perché poneva al voto il riconoscimento delle coppie gay. Intendiamoci: io sono contro le intolleranze, ma resto fermamente convinta che il matrimonio si faccia tra uomo e donna». Anche Flavio Tosi, che più volte Arcigay e Pink hanno contestato per ordinanze e «azioni omofobe», ammorbidisce le sue posizioni e prende le distanze dalla famosa mozione del 1995: «A prescindere da quel documento e al di là della mia posizione personale, che fu di astensione, credo che un’amministrazione debba sempre essere da una certa parte, che è quella della democrazia. E come istituzione si ha il dovere di tutelare tutti e i diritti di tutti». Il regista Gaetano Miglioranzi dice di essere stupito dalla vicenda, ma in positivo: «Noi ce lo ricordiamo bene come le forze di destra di Verona abbiano avversato la diversità sessuale. Però quest’apertura dà spazio alla speranza. E a un futuro di tolleranza».

martedì 5 aprile 2011

FLASH: SENTENZA STORICA IN AMBITO SANITARIO

Liguria - Una sentenza della Consulta ha dichiarato legittime una legge regionale, che era stata oppugnata dal Governo, in favore di omosessuali e transessuali.
Almeno in Liguria sarà consentito designare formalmente il proprio compagno o la propria compagna come persona da tenere informata in caso di malattia o ricovero.
Una maggiore tutela sui diritti in ambito sanitario, secondo questa interpretazione.

E' NATA LA PRIMA FAMIGLIA GAY ITALIANA

E’ a Savona: prossimo obiettivo il matrimonio Questa mattina al Comune di Savona e’ stato richiesto e ottenuto il congiungimento familiare traFrancesco Zanardi eManuel Incorvaia. Dunque, c’e’ stato il riconoscimento ufficiale di una famiglia gay. “Una goccia nel mare, per quanto riguarda i diritti delle coppiegay, ma un ulteriore passo avanti perche’ finalmente anche coloro che hanno potere decisionale in parlamento, cominciano a prendere posizioni in questa lotta di civilta’”, spiega Zanardi, portavoce del Movimento attivista nazionale Gay italiani.

MATRIMONIO IN CONDIZIONI ROCAMBOLESCHE - “Siamo considerati famiglia ma non e’ un miracolo ottenerlo, anche due cugini o due semplice amici potrebbero ottenere lo stato di famiglia, come successo a noi- spiega Zanardi all’agenzia Dire- Se il prossimo obiettivo e’ il matrimonio? Diciamo che e’ gia’ fattibile, l’articolo 29 non fa distinzioni di sesso ma parla di coniugi”. Per la verita’, e’ alquanto pericolosa la soluzione che secondo Zanardi potrebbe permettere loro di sposarsi: “Dovremmo trovarci in acque internazionali su una imbarcazione battente bandiera italiana- dice- Se mi trovassi in imminente pericolo di vita, il capitano avrebbe il potere di sposarci. Io, poi, sono a rischio di shock anafilattico, giro con il cortisone in tasca, ci vuole poco…”.

LE PUBBLICAZIONI - Dopo avere ottenuto un unico stato di famiglia, la coppia ha provveduto a una nuova richiesta di pubblicazioni di matrimonio. Gia’ lo scorso anno avevano presentato tale pubblicazione, ma il panorama era del tutto differente. Veniva messa in discussione la legittimita’ dell’articolo 29 che non specifica che i due cogniugi debbano essere di sesso opposto. Scenario cambiato dopo l’udienza del 23 marzo 2010 e la sentenza 138/2010 del 12 aprile che hanno sancito i seguenti principi: “Le coppie omosessuali- spiega Zanardi- hanno rilevanza costituzionale e non sono un mero fatto privato; il matrimonio tra persone dello stesso sesso e’ compatibile con l’attuale Costituzione; le coppie non sposate omosessuali sono su un piano giuridico differente, perche’ piu’ meritevole di riconoscimenti di diritti e doveri rispetto alle coppie eterosessuali non sposate; il Parlamento ha il dovere di legiferare in materia con una regolamentazione organica e generale, dunque non privatistica”. Inoltre, una sentenza della Corte Costituzionale, contro il parere del Governo, ha dichiarato legittima una legge della Regione Liguria in tema di discriminazione determinata dall’orientamento sessuale e dall’identita’ di genere.

Fonte: Giornalettismo.com

I BLUE TORNANO....SI NUDI

FOTO DAL WEB
L'ultimo album della band risale al 2005 con "4ever Blue". Da quel momento in effetti non si è mai parlato di scioglimento ma di "pausa di riflessione".

Da allora ci sono stati diversi progetti solisti di Duncan James, Lee Ryan, Simon Webbe e Antony Costa. Nel frattempo qualche colpo di scena. Come, ad esempio, nel 2009 quando Duncan James - appena separato e con una figlia piccola - aveva dichiarato di essere bisessuale alla rivista News of the World.

Adesso il grande ritorno anche all'Eurofestival e le foto ad alto tasso erotico su uno dei magazine gay più famosi del Regno Unito. I cantanti appaiono tonici, palestrati e (quasi) senza veli. Ma ben poco spazio è lasciato all'immaginazione...

COPPIA GAY CACCIATA DA UN LOCALE IN SVIZZERA

Quando si parla di omofobia, tutto il mondo è Paese! Nei giorni scorsi, inSvizzera, una coppia di ragazzi, Sandro e Michi, si è recata in una pizzeria insieme alla madre di uno dei due ragazzi omosessuali e ad un suo amico. Dopo aver ordinato il pranzo, i due ragazzi si sono scambiati un semplicissimobacio. In men che non si dica, ecco che i quattro clienti vengono raggiunti dal cameriere, che chiede alla coppia omosessuale di lasciare il locale. Un trattamento degno del peggior criminale, e tutto per un semplice bacio. “Se fosse stato il bacio di una coppia etero non sarebbe successo nulla”, ha protestato inutilmente la madre del ragazzo.


Irritato ovviamente Sandro, uno dei due ragazzi omosessuali, che alla stampa locale ha raccontato l’accaduto: “Mi tremavano le mani per la rabbia e l’indignazione. Non mi sono mai sentito discriminato. Neanche l’esercito ha mai dato peso al mio orientamento. Tutti sanno che sono gay e mi accettano per quello che sono”.


Un comportamento assolutamente riprovevole quello del cameriere della pizzeria Piazza d’Arena, a San Gallo. Il ragazzo ha quindi deciso di mandare una lettera di protesta al direttore del ristorante, che però dal canto suo non intende porgere le sue scuse per l’accaduto.

“La coppia si stava sbaciucchiando e una famiglia seduta al tavolo accanto si era lamentata. – ha fatto sapere il direttore del locale – In più, Sandro, Michi,Brigitte e il suo amico hanno lasciato il locale di loro spontanea volontà dopo il rimprovero del cameriere”.


Fonte: Gaywave

FLASH: 60 FERMI IN BAR GAY A SHANGAI

Piu' di 60 persone sono state fermate in un blitz della polizia in un bar di Shanghai frequentato da gay.
Lo hanno riferito i media locali. Secondo la polizia, al momento dell'irruzione degli agenti, all'alba di sabato, era in atto uno show "pornografico" all'interno del Q Bar. Tutti i presenti, compresi il dj e lo staff del locale, sono stati fermati, trattenuti per diverse ore (alcuni fino a 12) in commissariato e poi rilasciati, ha riferito il quotidiano Shanghai Daily. .

LE GROTTAGLIE: NO ALLE ADOZIONI GAY

legrottaglie

Ho assistito con profondo sgomento ieri pomeriggio all’ospitata del calciatoreNicola Legrottaglie, a Domenica Cinque per presentare – indovinate un pò? – il suo nuovo libro, L’amore vince tutto, la fede spalanca il mio cuore ogni giorno di più. Nel suo secondo scritto il difensore del Milan racconta di aver rinunciato alle avventure per trovare la donna della sua vita (e questo gli fa onore), ma non rinuncia ancora una volta a prendersela con gli omosessuali. Evidentemente gli facciamo vendere, ma sentite cosa ha detto in merito alle adozioni gay:


Credo assolutamente nell’ordine creazionale. Dio ha stabilito un ordine, nella Bibbia. Non mi metterei mai contro l’ordine di Dio: ha detto che l’uomo e la donna sono stati creati per essere una cosa sola e genitori. Rispetto se due uomini vogliono stare insieme ma non condivido. Io non discrimino però. Una coppia gay non possono essere genitori perché i bambini devono avere un papà e una mamma”


Non dimenticherete certamente il suo affondo nei confronti della comunità lgbt quando l’ha associata a scatola chiusa al peccato e quindi a questo punto io trarrei le mie conclusioni: Legrottaglie è libero di pensarla come vuole sulle adozioni, ma trovo squallido credersi il delegato delle opinioni di Dio sulla Terra e soprattutto scriverci un libro arricchendosi per di più alle nostre spalle. Parafrasando il titolo del tuo libro, la fede spalanca il tuo cuore, ma secondo me è ben altro che meriterebbe di essere spalancato. Orsù, non siate maliziosi, io parlavo del cervello.

PORNO WIKILEAKS FA STRAGE NEL PORNO

E’ una di quelle notizie che sta facendo il giro del mondo e che sta avendo effetti immediati e devastanti sulla vita di alcune persone coinvolte nell’affaire.

E non si tratta nemmeno di uno scherzo dal momento che il primo aprile è passato da qualche giorno.

Stiamo parlando di un emulo di Julian Assange che, su un sito chiamato Porn Wikileaks, ha riversato i nomi di chi lavora come attore o attrice nel mondo dell’hard: si tratta al momento di 23mila nomi.

Le persone che lavorano nell’industria del porno generalmente hanno anche altreoccupazioni più tradizionali e dunque questi documenti rischiano di compromettere le loro vite al di fuori dei set di film hard. Soltanto 1200-1500 persone, infatti, tra i nomi pubblicati, sono quelle che lavorano a tempo pieno nel porno.

I primi effetti si sono già registrati. L’Indipendent infatti afferma che almeno due insegnanti sono stati licenziati perché i loro nomi erano presenti nella lista. Ma come hanno fatto i curatori del sito a recuperare i nomi?

Sembra che i dati provengano dal database della Adult Industry Medical Healthcare Foundation di Los Angeles, clinica californiana che effettua test dell’Hiv per gli attori porno. Chi vuole lavorare nel settore dell’hard, infatti, deve sottoporsi ad analisi almeno una volta al mese.

Mark Spiegler, un noto agente di attori porno ha dichiarato a questo proposito: “Il database della clinica è l’unico posto in cui poter trovare tutti quei dati tutti insieme”.

I dati ricavabili non sono soltantom nome e cognome, ma anche indirizzi, fotografie loro e dei familiari, immagini delle case ricavate da Google Maps.

Lo scopo della pubblicazione dei dati sensibili degli attori e attrici hard sembra avere carattere moralizzatrice, in particolare alla base potrebbe esserci una crociata contro i gay: sulla homepage si legge “Non siamo abbastanza gay per Twitter e per questo siamo stati cancellati”.

Il Daily Best ha pubblicato una conversazione con quello che dice essere l’amministratore del sito in cui ha dichiarato che il fine dell’operazione è:” cacciare i gay dal porno, visto che lo hanno rovinato, ed eliminare l’obbligo sull’uso dei preservativi imposto dal Governo. La California è piena di gay messicani che adesso possono persino sposarsi, cosa davvero sbagliata.”

E’ verosimile che presto il governo americano si decida a chiudere il sito, anche se nel frattempo la privacy di migliaia di persone è stata violata e non certo per rivelare guerre e imbrogli internazionali, ma soltanto per mettere a nudo (è il caso di dirlo..) la vita della gente.

Fonte: Socialpost

NOTIZIA DA RIDERE: FIAMMA TRICOLORE VORREBBE CHIUDERE IL MUCCASSASSINA

ROMA: TERSIGNI (FIAMMA TRICOLORE), CHIUDERE SUBITO MUCCASSASSINA

La Fiamma Tricolore ha già iniziato a raccogliere le firme per chiedere la chiusura della discoteca Qube, che il venerdì ospita la serata gay detta Muccassassina. Così Stefano Tersigni in un comunicato stampa. "Siamo stati spesso lì davanti per renderci conto di quello che succedeva -continua Tersigni, Segretario Romano della Fiamma - ed è una vergogna. "Si va dallo spaccio di sostanze stupefacenti a cielo aperto fino ad arrivare al trans seminudo ed ubriaco in cerca di un passaggio, passando per scene di effusioni amorose omosessuali"."Tutto ciò è vergognoso - conclude Tersigni -anche il numero spropositato di ambulanze che si recano lì il venerdi è indice di ciò che dentro quel locale accade".

CLAMOROSO: GESU' ERA GAY


Lo studio sui 70 libri ritrovati in una grotta in Giordania potrebbe portare una rivoluzione nella fede cattolica. Le testimonianze, i racconti, le parabole contenute nelle pagine rilegate ad anelli sono le prime dopo la morte di Gesù, anteriori anche ai rotoli del Mar morto, che già avevano provocato un forte terremoto. Dalle prime traduzioni dall'ebraico antico e dai codici presenti, la figura di Gesù appare totalmente diversa da come ci è sempre stato raccontato, fino al punto di affermare che era dichiaratamente gay. I discepoli sarebbero stati un circolo di ragazzi omosessuali, che non si nascondevano ma affermavano la loro libertà contro le rigide regole della religione ebraica. C'è anche una parabolache parla di due ragazzi la cui anima era legata indissolubilmente, così come il loro cuore e le loro vite. Per il resto è confermato il messaggio di amore e fede di Gesù, la sua morte in croce. Ci sono dettagli che combaciano perfettamente con le ricostruzioni storiche e che fanno guardare ai libri di Giordania come la più grande scoperta archeologica della Cristianità. Gay o non gay.

Fonte: net1news

TOSCANA GAY- FRIENDLY

È stato attivato in questi giorni il primo portale italiano dedicato al turismo gay in Toscana.
Da sempre meta molto frequentata dalla popolazione omosessuale, ma anche bi e trans, la terra di Dante e Petrarca rientra a pieno titolo tra le cinque mete turistiche d'Europa preferite proprio dai gay.
Sul sito ufficiale della regione si possono trovare moltissime informazioni riguardanti strutture, ristoranti, alberghi e bad&breakfast che si sono registrati sul sito e che accolgono i gay.

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L'iniziativa è stata voluta da Cristina Scaletti, assessore regionale del turismo che vuole, in questo modo, dire il suo personale no alle discriminazioni di sesso.
"La Toscana – ha detto l'assessore – è una delle mete preferite dai turisti omosessuali perché è da sempre accogliente nei loro confronti. Da alcuni anni abbiamo avviato un ottimo rapporto di collaborazione nell'ambito del progetto "Versilia terra aperta".
Ma l'attenzione per questa fascia di pubblico è anche un segnale di ‘sistema' che mette in atto la vocazione di apertura mentale della Toscana, contraria a discriminazioni e pregiudizi".
Il turismo omosessuale è un settore molto fiorente e in costante diffusione in Europa che conta circa70 milioni di turisti l'anno, anche per questo motivo la Toscana ha voluto allinearsi agli standard del Vecchio Continente.
Sul canale telematico del sito della Toscana saranno presentati itinerari e percorsi interessanti oltre a suggerimenti vari ed esperienze da vivere.

Fonte: Bitcity

La chiesa si inventa una nuova storia dell'impero Romano


Torna Roberto De Mattei, il vicepresidente del CNR, sulle frequenze di Radio Maria. E, dopo l’elogio dello tsunami nipponico perché dono del Signore, lo studioso ha oggi un nuovo castigo da enunciare: quello nei confronti delle persone omosessuali. Secondo lo storico, infatti, l’Impero Romano è caduto per colpa dei gay, punito da Dio con l’invasione barbara per purificare il territorio dalla presenza degli “invertiti”.
Non c’è certo stupore nelle parole di De Mattei perché, a seguito delle dichiarazioni scioccanti sul terremoto in Giappone, era prevedibile un nuovo attacco dai toni forti. Quello che disturba, tuttavia, è l’incompatibilità del suo integralismo religioso con la carica di vicepresidente del Comitato Nazionale delle Ricerche, un ente scientifico che dovrebbe essere scevro dal mito e dalle credenze.

Per giustificare le proprie posizioni omofobe, De Mattei ha riportato le parole di Salviano di Marsiglia. Secondo l’uomo, oggi come allora sarebbero stati gli scandali di una società libertina ad aver provocato il fallimento della politica e delle istituzioni, perché alcuni “pochi invertiti” avrebbero “infettato” il tessuto sociale con la loro assenza di moralità.

“A Cartagine quel vizio era una vera peste, anche se i travestiti non erano moltissimi. Succedeva, però, che l’effeminatezza di alcuni pochi contagiava la maggioranza. Si sa, per quanto pochi siano ad assumere atteggiamenti svergognati, sono molti a contagiarsi con le oscenità di quella minoranza. Un’unica prostituta fa fornicare molti uomini e lo stesso succede con l’abominevole presenza di pochi invertiti: infettano un bel po’ di gente. Gli uomini effeminati e gli omosessuali non avranno accesso al Regno di Dio”.
Più volte il CNR ha manifestato il proprio dissenso per le parole di De Mattei, chissà che, a seguito di questo nuovo attacco, non faccia altrettanto. E mentre Radio Maria discute degli abominevoli invertiti, la Chiesa Cattolica si imbatte in una nuova polemica, rinnovando la propria lotta al preservativo nonostante il drammatico dilagare dell’HIV.

Fonte: Diredonna